Il colore è protagonista da sempre nell'arte di Gian Carlo Marchisio: è la materia cromatica a formare sul supporto la composizione. E' una maieutica che discende direttamente dall'Io dell'artista, fortemente personale: catalizza e veicola la forza espressiva interiore in esplosioni che prendono forma armonizzandosi con la realtà in fonti di luci, contrasti, cangiantismi. Le opere di Marchisio divengono così impronte visive, richiami a moti interiori o a suggestioni del mondo esterno rielaborate nel conscio e nel subconscio. L'astrattismo di cui quest'opera è intrisa dimostra la tendenza innovatrice dell'artista.
| Dati di Riferimento | |
|---|---|
| Anno di esecuzione | 1967 |
| Misure dell'opera | cm. 49 x 36 |
| Segnalazione di particolarità e/o allegati | L'opera è stata acquisita con delibera n. 103 del 13/03/1968 |
| Il Supporto | |
| Presenza di un supporto originale | Presente |
| Nome della fibra tessile e/o del materiale costitutivo | Cartoncino |
| Strati Preparatori | |
| Presenza di strati preparatori | Assenti |
| Pellicola Pittorica | |
| Aspetto della pennellata e/o del "ductus" | Fluida |
| Presenza di iscrizioni | Presenti |
| Trascrizione | Marchisio 67 |
| Tecnica di scrittura | A pennello |
| Tipo di caratteri | Corsivo |
| Localizzazione | Quadrante inferiore di destra |
| Originalità | Originale |
| Vernice | |
| Presenza della vernice e/o finitura originale | Assente |